Blog

libriadmin

Ago 03, 2020

Una chiacchierata con Silvia, un’autrice del progetto I libri per tutti

Come è nata la serie Tea?

Scrivo e illustro libri per bambini da alcuni anni e, come già mi è capitato di raccontare, Tea è nata nel momento in cui ho avvertito il bisogno di comunicare con i piccoli lettori attraverso una bambina come loro. Girando per le librerie e sfogliando i picture books, sentivo che mancava un personaggio che fosse proprio come i suoi lettori. E infatti racconto Tea esattamente come una bambina della sua età e penso che la sua forza sia proprio questa. Tea va a scuola, ha gli amici del cuore, fa sport, ha dei nonni a cui vuole molto bene, ama la natura e gli animali, ma ha anche le sue paure, le sue antipatie, le sue idee, le sue fissazioni. Una bambina insomma. Sono molti i genitori che mi scrivono raccontando come il proprio figlio si ritrovi tantissimo nelle storie di Tea e nei sentimenti che lei prova.

Per inventare le storie di Tea guardo molto alla mia infanzia della quale ho tanti ricordi molto chiari sia visivi che emotivi. E poi guardo ai bambini di oggi, del mio quotidiano, i bambini che ho incontrato e conosciuto nelle scuole, i figli di miei amici, i miei nipoti coetanei di Tea.

Che cosa rappresenta per lei questa edizione inclusiva in simboli?

Essere stata scelta per questo progetto come autrice di Tea mi ha resa molto orgogliosa. Sapere che i miei racconti possono raggiungere tutti ma proprio tutti i bambini non può che farmi estremamente felice. È esattamente lo scopo che mi sono prefissata quando ho iniziato a fare questo lavoro: arrivare con le mie storie e allietare coi miei disegni tutti i bambini.

Cosa ci può raccontare della lavorazione del testo, in fase di adattamento? Quali attenzioni e quali emozioni ha scatenato?

 Scrivere per i piccoli implica già in sé una buona capacità di sintesi. Lavorare sui testi da trasformare in simboli ha richiesto un ulteriore sforzo in questo senso e mi ha consentito di dare maggior spazio a un linguaggio ancora più visivo, fatto di gesti e situazioni immediate e facili da apprendere. È stata una scoperta anche per me lavorare in questo modo e confesso che si è rivelata molto utile per le storie che ho scritto dopo la lavorazione sui testi in simboli.

I libri di Tea offrono una lettura inclusiva: che pensieri suscita in un’autrice di punta della letteratura per l’infanzia questo aspetto dell’esperienza della lettura dei più piccoli?

Una mia amica musicoterapista lavora con bambini e ragazzi in difficoltà e mi ha raccontato quanto queste storie in simboli la stiano aiutando nel suo lavoro. Spero quindi che anche altri miei libri, oltre a quelli di Tea, possano essere presto tradotti in simboli proprio perché come ho già spiegato, il mio scopo è raggiungere tutti i  lettori. Questa facilità di accesso non fa che dare un ulteriore senso al mestiere di scrittore e illustratore.