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Feb 14, 2019

Leggere, insieme

I primi anni di vita di un bambino hanno un ruolo decisivo per lo sviluppo del cervello. C’è una relazione, messa in luce da molte ricerche, tra lo sviluppo del cervello e le stimolazioni verbali che un bambino riceve.
I soggetti che fin da piccoli sono esposti alla lettura ad alta voce sviluppano abilità cognitive associate alla memoria, alla creatività, alla comprensione, alla denominazione delle cose.
Ciò detto, non tutti i bambini potranno avere accesso alla lettura. Apprendere il meccanismo della lettura non è facile, perché il bambino non ha circuiti neuronali specifici per questa funzione, piuttosto attiva i circuiti neuronali deputati al riconoscimento delle immagini.
Per imparare a leggere sono necessarie abilità e conoscenze specifiche (emergent literacy). Con emergent literacy si definisce l’insieme delle abilità, conoscenze e attitudini che costituiscono i presupposti della capacità di leggere e scrivere.
Marie Clay dimostrava nella sua ricerca del 1999 che la emergent literacy comprende comportamenti di imitazione e simulazione delle attività di lettura. Le competenze emergenti della lettura sono quindi legate allo sviluppo del linguaggio orale, alla capacità di distinguere sillabe e fonemi, alla progressiva familiarità con l’oggetto libro come uno straordinario contenitore di significati e immagini.
Anche per i bambini con disturbi complessi della comunicazione o deficit linguistico, la capacità di leggere (per quanto limitata) è sempre condizionata dalla qualità e dalla frequenza degli scambi sociali.
La lettura condivisa dei libri in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) si presenta come occasione per aumentare “le risorse sociali” a disposizione di un bambino con difficoltà comunicativa. I libri in simboli della CAA sono rivolti in special modo ai bambini che hanno minori competenze verbali. Sono utili ai bambini che mostrano un’abilità fonologica fragile (incapacità di pensare a come si sentono le parole, non solo al loro significato). L’esposizione al linguaggio, grazie all’esperienza della lettura condivisa, aiuta a scoprire i suoni comuni tra le parole, il ritmo delle rime.

La lettura di questi libri va considerata un’attività piacevole; non dovrebbe esserci una verifica prestazionale.
Lo spazio della lettura è accogliente, aperto alla vicinanza fisica con il bambino. Il libro rispecchia un contenuto interessante per lui, perciò la storia si sceglie insieme. La lettura è un momento condiviso in cui, nel dialogo, si intrecciano discorsi e riflessioni. Val la pena ricordare Pennac: “In francese leggere si dice ligoter, che vuole dire “incatenare". Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone. Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola”.