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Ott 08, 2020

Archimede, una biblioteca multimediale

Abbiamo incontrato Pasquale La Colla, responsabile della Sezione Ragazzi della biblioteca multimediale Archimede di Settimo Torinese, che aderisce al progetto I Libri per tutti.

Archimede è una biblioteca multimediale: che cosa significa?

La biblioteca pubblica Archimede è per dimensioni una delle più grandi del Piemonte con circa 800 utenti giornalieri, dove coesistono due forme di biblioteca: una tradizionale e strutturata su supporti fisici cartacei e una in forma liquida, composta da contenuti digitali e da postazioni informatiche ad uso gratuito quali computer e tablet.

La nostra biblioteca è un luogo vivo e flessibile dove l’innovazione è il denominatore comune: un luogo allo stesso tempo fisico e concettuale che permette un’ampia diffusione culturale attraverso diversi supporti, medium ed eventi.

Questo servizio aperto alla cittadinanza permette agli utenti di poter fruire anche di un’offerta inclusiva con la consulenza specifica del personale formato, in cui ricadono I libri per tutti e il catalogo di titoli in Comunicazione Aumentativa e Alternativa.

Anche i laboratori di promozione alla lettura sono contaminati da questo approccio: le letture ad alta voce si fanno sia con i libri fisici sia con quelli digitali de I libri per tutti e i laboratori in comunicazione aumentativa vengono svolti sia con libri in CAA tradizionali sia con quelli scaricati dalla app de I libri per tutti. Io e i miei colleghi ci siamo formati proprio per dare questa declinazione digitale che per noi rappresenta un grande valore aggiunto.

Che esperienze avete raccolto sui libri digitali in simboli?

Noi abbiamo sperimentato la validità del supporto: i libri digitali hanno un buon indice di consultazione e riceviamo feedback positivi sulla qualità del prodotto. Alcune volte può esserci una certa diffidenza nel primo approccio, quindi cerchiamo di coinvolgere le famiglie e le scuole tramite percorsi di approfondimento sull’utilizzo, accompagnando genitori e docenti nella scoperta delle diverse modalità di fruizione di questi testi.

Vengono utilizzati molto spesso da famiglie di ragazzi con difficoltà che usano il libro sia per un momento ricreativo, cioè per sviluppare il piacere della lettura con il proprio bimbo, sia per la preparazione del ragazzo a diversi contesti. Spesso infatti i bambini che hanno difficoltà nella gestione della quotidianità possono utilizzare questo supporto per scoprire come gestire le diverse situazioni di vita che si troveranno davanti ed essere pronti a superare le difficoltà con questo bagaglio. Ad esempio, “Tutti sul vasino” risponde a questo bisogno esperienziale, aiutando il bambino a gestire la specifica situazione.

Da noi c’è contaminazione e questi libri non sono ad uso esclusivo di bambini con difficoltà: I libri per tutti vengono anche utilizzati da tutti i bambini per arricchire e diversificare la lettura ad alta voce, e sono introdotti negli istituti scolastici dai docenti da noi formati come stimolo per favorire l’inclusione dell’intero gruppo classe. I libri in simboli infatti dispongono dello strumento alfanumerico (cioè includono anche il testo) e rappresentano quindi un arricchimento rispetto al libro tradizionale. Il simbolo è da stimolo ai piccoli nel seguire la storia, facilitando il processo di sviluppo della letto-scrittura dell’intera classe, senza distinzione di difficoltà.

Perché i libri in simboli in versione digitale?

 Il valore aggiunto dell’utilizzo dello stesso libro in simboli in versione digitale è la maggiore interazione. Spesso proiettiamo la app de I libri per tutti sulla nostra lavagna interattiva multimediale e i bambini la utilizzano per interagire con i libri in modo “liquido”, diventando parte della storia, seguendo le tante attività proposte e acquisendo cosi maggiore consapevolezza. I bambini oggi sono già abituati ai ritmi dei contenuti digitali, e da questi maggiormente stimolati. Il libro diventa cosí un oggetto vivo, più facilmente memorizzabile.

In molti ci chiedono infatti di arricchire la dotazione e inserire anche testi in simboli che facilitino la didattica.

Che cosa vorrebbe dire a un bibliotecario per sostenerlo nella progettazione di un’area di libri digitali accessibili? 

Posso dire che dobbiamo essere noi per primi a credere nel progetto e a trasportare le persone nell’esperienza immersiva di questa lettura, mostrando direttamente nella pratica quanti usi può avere un libro digitale e quanto i bambini se ne possano appassionare, leggendolo e rileggendolo più volte.

È molto importante la promozione all’interno degli spazi della biblioteca: rendere questo genere di libri visibili con una segnaletica curata nei minimi dettagli, immergendoli tra gli scaffali insieme agli altri testi. Basta davvero poco per stampare un grande pannello che sia informativo e anche bello da vedere. E poi la cura nella gestione e nell’introduzione al pubblico, stimolando una relazione duratura col piccolo lettore.

Noi poi svolgiamo opera di sensibilizzazione sulla popolazione: facciamo tanta formazione coinvolgendo scuole e genitori, psicologi e neuropsichiatri infantili. Per esempio, abbiamo anche organizzato una mostra: per una settimana, durante la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, abbiamo portato questi libri, insieme ad altri, all’ingresso della biblioteca. Bisogna portare la popolazione a conoscenza di questo mondo.

Io credo che il futuro delle biblioteche sia questo: il continuo arricchimento dell’esperienza di lettura tradizionale con la contaminazione del digitale. E noi ci siamo già dentro.